produzioni
Per Figura Sola

ideazione e coreografia Paola Bianchi
con Valentina Buldrini
musiche originali Fabio Barovero
disegno luci Paolo Pollo Rodighiero
comunicazione e organizzazione Francesca Divano
produzione AGAR
in coproduzione con Marco Bianchi, Campo Campi, Luciano Nicolini, Benito Bianchi, Piero Bona, Giancarlo Giorgi, Riccardo Nicchi, Zutart, Città di Ebla, Laura Gobbi, KosmosTheater, Veglie in volo
finalista al Premio Equilibrio Roma




La compagnia è alla ricerca di produttori per la realizzazione del nuovo spettacolo Per Figura Sola. Per informazioni clicca qui

Ad oggi siamo arrivati a coprire i costi di produzione di 6 minuti e mezzo.
Un ringraziamento sentito a coloro che hanno supportato la nostra azione. Di seguito l’elenco dei donatori:
Marco Bianchi
Campo Campi
Zutart
Piero Bona
Benito Bianchi
Luciano Nicolini
Giancarlo Giorgi
Laura Gobbi
Kosmostheater
Riccardo Nicchi
Città di Ebla
Veglie in volo



PER FIGURA SOLA è la fase conclusiva e più propriamente “teatrale” del progetto Come Conigli iniziato nella primavera del 2007. Come Conigli è nato dallo studio sulla serie dei numeri di Fibonacci (1 1 2 3 5 8 13 21 34 55 89 144 233 377 610 987 1597 2584 4181 6765…) e della sezione aurea.
Dal progetto sono nate una serie di Visioni irrazionali, numerate seguendo la successione di Fibonacci, che prendono forma direttamente nei luoghi con modalità di intervento diverse (installazioni, performance, rappresentazioni teatrali).
Durante la creazione di un nuovo spettacolo, mi capita spesso di avere delle “visioni”. Mentre studio, penso o dormo alcune immagini affiorano, le trascrivo e le utilizzo al momento della stesura della drammaturgia. Diventano materiale di lavoro su cui riflettere. Immagini da trasformare in sala. Le Visioni irrazionali sono queste immagini, visibili e realizzate, appunti di lavoro sulla scena anziché sulla carta del mio quaderno.
Le Visioni irrazionali sono servite da materiale di lavoro per la realizzazione di PER FIGURA SOLA, ma non sono state lo “studio per”, sono e continueranno a essere un quaderno aperto al pubblico, con l’istinto e la semplicità dell’appunto su carta.
 
Il tendere all’infinito della serie dei numeri di Fibonacci -con una rapida progressione, come una salita continua e inesorabile verso l’alto-, il processo di crescita costantemente uguale a se stesso proprio della sezione aurea e il rapporto aureo che scaturisce dai due fenomeni –un numero irrazionale e indicibile, folle e inebriante- mi hanno affascinata e conquistata.
 


 
PERCORSO PER FIGURA SOLA
stazioni del percorso
 
c’è l’essere indifeso e pronto, disponibile, aperto
equilibrio/caduta
 
c’è il desiderio, il tentativo di essere “altro”, “diverso”
indagine sul corpo manipolato
 
c’è l’essere “dentro”. l’accettazione della regola
c’è il disordine interiore dentro l’ordine esteriore
movimenti scanditi dalla sequenza numerica di Fibonacci (1 1 2 3 5 8 13 21 34 55….). precisione/imprecisione.
principio di simmetria dinamica - impossibilità a stare, oggi. l’uomo, misura di ogni cosa, il cui simbolo è esplicitato nell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci ha perso il suo senso d’esistere. è svanito l’armonico equilibrio.
delirio estetico.
controllo.
 
c’è la difficoltà a stare
ordine/disordine
c’è l’impossibilità a stare
simmetria/fuga dalla simmetria
 
c’è l’esposizione dell’interno, in un esterno rigoroso, puntuale
annientamento preciso
appiattimento organico
 
c’è una serie di tentativi, già decisi, già disegnati
sorveglianza
corpo devastato
 
non c’è fatalismo, c’è schema, percorso, traiettoria obbligata
senso di NAUSEA costante che è percezione lucida del nostro STARE, QUI, ORA
 
ciò che posso modificare non è la traiettoria, è l’interno della casella
è il gioco dell’oca
c’è un tracciato
 
non c’è chiusura del cerchio
non c’è uscita
non c’è storia
 
 
Descrizione del progetto


l’azione si svolge in uno spazio vuoto (palco o sala)
sul pavimento un tracciato, segni a delimitare lo spazio d’azione, a indicare la direzione.
un percorso obbligato, deciso a priori.
sulla scena una danzatrice sola.
la sua azione consiste nel percorrere la traiettoria attraverso una serie di trasformazioni corporee.
 
l’assenza di scenografie rende l’uso della luce fondamentale nel creare ogni volta un luogo nuovo.
 
il suono e la musica creati appositamente per il lavoro non fungono da sottofondo o accompagnamento ma sono parti integranti del lavoro, creano la sostanza, lo spessore dell’aria, la consistenza del luogo, il colore dello spazio.
 
non ci saranno uscite dalla scena.
niente avviene fuori quinta.
gli eventuali cambi di costume saranno effettuati in scena, diventando parte integrante del lavoro, rivestendosi di un senso preciso.

   
Multimedia:

Fotografia (1,3 MB)
Fotografia (1,2 MB)
Fotografia (892 KB)
Fotografia (874 KB)
Fotografia (846 KB)
Fotografia (267 KB)
Fotografia (912 KB)
Fotografia (915 KB)
Fotografia (1 MB)