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produzioni
Chrónoshomo
odissea dell’immobilità # 4
esercizi personali in pubblica visione
di Paola Bianchi
con Alessandro Bedosti, Matteo Bologna, Matteo Garattoni
organizzazione Chiara Gallazzi
relazioni e ufficio stampa Francesca Divano
produzione Agar, Torinodanza, Drodesera>Centrale Fies
Chrónoshomo, il tempo della macchina uomo.
il corpo come macchina in costrizione.
laboratorio anatomico. il corpo si misura con se stesso.
non c’è volontà di espressione, di comunicazione.
la forza lavoro del corpo danza nell’immobilità, nella variazione di tensione, nella lentezza forzata, nella ripetizione incessante.
ricerca della perfezione nell’imperfezione del corpo.
esposizione dello studio, di un allenamento quotidiano, del lavoro fisico personale, singolo.
Della parola chrónoshomo, greca e latina insieme, mi diverte l’assonanza con cromosoma, il luogo in cui hanno sede i geni portatori dei caratteri ereditari, così come in questi esercizi ha origine il mio studio sul corpo, una sorta di mappa genetica del movimento.
Chrónoshomo è la quarta tappa del progetto Odissea dell’immobilità, liberamente ispirato alla “Trilogia della città di K” di Agota Kristof.
Odissea dell’immobilità
progetto di creazione a tappe
Il viaggio stanziale. La fuga che non trova la via. Moto in luogo, l’energia si genera, si alimenta e sfocia all’interno. Perfetto/imperfetto. Contraddizione dell’ossimoro.
Lo spunto per il progetto è il testo “La Trilogia della città di K” di Agota Kristof, ma la mia indagine si è spinta oltre il testo, individuando così alcuni temi di interesse:
gemellarità simbiotica/coppia eccellente/indivisibilità del doppio/equilibrio precario
gemellarità siamese/freaks/occhio spia
divisione/separazione
moltiplicazione/clonazione/omologazione
criptofasia
esercizi di irrobustimento psicologico attraverso il lavoro fisico/ripetizione/perfezione/superamento del limite
Le tappe del progetto:
- odissea dell’immobilità # 0 “HaccaH ”; un lavoro dedicato alla prima infanzia in cui, in collaborazione con Paola Chiama, abbiamo indagato intorno a gemellarità simbiotica/coppia eccellente/indivisibilità del doppio/equilibrio precario/separazione necessaria. (debutto: marzo 2004, festival Meli Mome, Reims, Francia)
- odissea dell’immobilità # 1 “Monocore”, lavoro incentrato su gemellarità siamese/freaks/occhio spia/criptofasia. (anteprima: settembre 2004, festival Carte blanche à Perceuse, Lausanne; debutto: ottobre 2004, festival Torinodanza Focus 6 Cantieri Italiani, Torino). Il debutto di “Monocore” è stato preceduto da “Oth prima di monocore”, presentato in prima nazionale al Festival Crisalide 2004.
- odissea dell’immobilità # 2 “Double-face”, prima fase di studio sullo stallo. Un’installazione vera e propria. La messa in opera di uno stare forzato, di un non fare costretto. La non azione di un doppio ridicolmente insediato in uno spazio di esposizione comune, commerciale. Lo stallo dell’azione. L’occhio che si osserva. Silenzio dell’azione. (maggio 2005, festival Interplay Focus 8, Torino)
- odissea dell’immobilità # 3 “Kytos in potere” lavoro che si sviluppa intorno a divisione/separazione/sparigliato (settembre 2005, Festival Crisalide, Forlì)
- odissea dell’immobilità # 4 “ Chrónoshomo ” tappa dedicata a ripetizione/perfezione/superamento del limite. (luglio 2006, Drodesera >Centrale Fies)
- odissea dell’immobilità # 5 “Homós apologia dell’enantíos” si svilupperà intorno a moltiplicazione/clonazione culturale/omologazione. Una serie di azioni in luoghi pubblici con pubblico inconsapevole (periodo da definirsi).
Multimedia:

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Fotografia (42 kb)
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Fotografia (118 kb)
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